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Bianco etneo nato nel 2005 dall’idea di vinificare separatamente le uve bianche presenti nei vecchi impianti destinati al Rosso. Si tratta di un uvaggio a prevalenza di Carricante, completato da Catarratto, Grecanico e Inzolia, proveniente da tutte le vigne aziendali sui versanti nord, sud ed est del vulcano. Il 2021 unisce la freschezza agrumata tipica del Carricante alla sapidità vulcanica e a una tessitura fine, ideale sia per il consumo immediato sia per qualche anno di evoluzione in bottiglia.
| Tipologia vino | Vino Bianco |
|---|---|
| Vitigno | Carricante, Catarratto, Grecanico, Inzolia |
| Denominazione | Etna Bianco DOC |
| Annata | 2021 |
| Filosofia produttiva | Biologico |
| Abbinamenti | Cucina di mare (crudi, antipasti, primi e secondi di pesce), Piatti vegetariani mediterranei, Formaggi caprini freschi |
| Allergeni | Solfiti |
| Formato | Bottiglia 0,75l |
| Regione | Sicilia |
| Stato | Italia |
Località di provenienza
Comuni di Randazzo, Castiglione di Sicilia, Biancavilla e Milo (CT).
Terreno
Suoli esclusivamente vulcanici: sabbie e ceneri con lapilli e frammenti lavici, ad alta componente minerale.
Altitudine/Esposizione
Circa 600-950 metri s.l.m./Nord/Sud/Est.
Sistema di allevamento
Alberello a spalliera.
Metodo produttivo
Vendemmia manuale.
Vinificazione in bianco con pressatura soffice, decantazione statica a freddo e fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata (13-15°).
Affinamento in acciaio.
Colore giallo paglierino carico e luminoso, con riflessi verdolini.
Al naso regala un bouquet netto e delicato: fiori bianchi e tiglio in primo piano, poi agrumi (limone, bergamotto), mela verde e cenni di erbe mediterranee. Sul fondo emergono una sottile nota fumé e ricordi di pietra bagnata, tipici del contesto vulcanico.
Bocca secca, slanciata e molto fresca: acidità agrumata, corpo medio e marcata sapidità “lavica”. Il centro bocca unisce frutto bianco croccante e ritorni agrumati, con la componente minerale a dare profondità. Il finale è lineare e pulito, di buona lunghezza, con scia salina e sentori agrumati.
La Tenuta delle Terre Nere è una delle realtà simbolo dell’Etna contemporaneo, nata dal progetto di Marco de Grazia, figura chiave nel rilancio internazionale dei vini etnei. La proprietà si estende sulle pendici nord del vulcano, tra Solicchiata e Randazzo, nella fascia collinare storicamente più vocata per i grandi rossi. I circa 45 ettari di vigneto sono suddivisi in 29 appezzamenti distribuiti in nove contrade – tra cui Calderara Sottana, Santo Spirito, San Lorenzo, Guardiola e Moganazzi – con altitudini che variano all’incirca tra i 600 e i 1.000 metri s.l.m. La tenuta lavora quasi esclusivamente con vitigni autoctoni (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per i rossi, Carricante e Catarratto per i bianchi) e da anni adotta una conduzione biologica rigorosa, con rese contenute e grande centralità del lavoro manuale in vigna, per poter intervenire il meno possibile in cantina. Tra i gioielli aziendali spicca la parcella di Calderara Sottana, “La Vigna di Don Peppino”, capace di esprimere una delle interpretazioni più pure e longeve del Nerello Mascalese. Lo stile di Tenuta delle Terre Nere, spesso accostato a un’idea “borgognona” dell’Etna, punta sulla lettura fine delle singole contrade: vini tesi, eleganti e profondamente minerali, che raccontano in chiave moderna il carattere vulcanico e montano di questo straordinario angolo di Sicilia.


